Fattoria didattica

Fattoria didattica

Fattorie didattiche aperte - sabato 13 e domenica 14 ottobre 2012L’Azienda, per la sua particolare disposizione topografica e per la varietà degli ambienti che la compongono, si presta ad una specifica funzione didattica, rivolta sia alle scuole, dalla materna alle superiori, sia a gruppi che vogliono avvicinarsi in modo più consapevole al territorio Euganeo.

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Ambienti naturali

Suolo: la formazione vulcanica dei Colli Euganei avvenne in un'era geologica nella quale questa parte del pianeta era interamente sommersa dal mare. Grandi masse di magma hanno da prima fessurato e poi violentemente sollevato i fondali marini ,con i loro depositi di rocce sedimentarie. Principalmente per questo motivo il territorio si caratterizza per una grande variabilità di suoli, derivanti da un mix quasi costante di rocce vulcaniche frammiste a rocce sedimentarie.

Prato: ampi spazi sono lasciati al prato, ricco di piante spontanee, spesso mangerecce. È un ambiente spesso poco conosciuto, da cui invece si possono ricavare moltissime informazioni sulla flora e sulla fauna del territorio.

Bosco: è sempre affascinante per i suoi diversi aspetti, legati all’esposizione al sole, al substrato geologico, al microclima particolare dei Colli Euganei, che fanno convivere essenze locali con altre mediterranee e montane.

Siepe: è uno spazio che separa generalmente un tipo di ambiente da un altro, ma diviene spesso un’area “dimenticata” e proprio per questo quasi protetta dagli interventi umani; qui trovano rifugio piccoli animali ed alcune specie vegetali altrove combattute dall’uomo.

La fauna negli ambienti naturali: l’Azienda si trova nel cuore dell’area protetta dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e quindi è spesso possibile riconoscere le tracce degli animali selvatici che popolano il territorio, come uccelli, lepri, volpi, ma anche piccoli rettili, coleotteri, insetti.

Gli spazi coltivati

Azienda agricola Villa AlessiVigneto: cuore dell’Azienda è un vigneto didattico sperimentale, con più di cento varietà tra cui quelle storiche del territorio Euganeo, come Pedevenda, “uva d’oro”, garganega, potate in modo diverso, così da evidenziare le varie forme di allevamento. Tutt’intorno sono altri vigneti, gestiti in modo tradizionale, con le più tipiche varietà coltivate nel territorio.

Oliveto: in tutti i terreni aziendali sono presenti vecchie piante di olivo, mentre nelle vicinanze del centro agrituristico esiste una vasta superficie di oliveto specializzato, dove a esemplari secolari sono intercalati giovani olivi. Tra le altre sono presenti le due principali varietà euganee: la Rasara e la Matossa.

Frutteto: come in passato, il frutteto è costituito da diverse specie da sempre presenti nel territorio euganeo come arricchimento dell’alimentazione contadina, nelle diverse stagioni. Perciò sparsi nell’Azienda, spesso nei piccoli spazi di risulta, si trovano mandorli, peschi, albicocchi, giuggioli, meli, peri, noci, noccioli, cachi, nespoli… talvolta con varietà ormai quasi scomparse, ma dai sapori e profumi straordinari.

Orto: nei terreni aziendali si coltiva la maggior parte dei prodotti orticoli necessari per la ristorazione, spesso utilizzando piccoli appezzamenti periferici, dove c’è più disponibilità d’acqua e per praticare la necessaria rotazione delle coltivazioni.

Gli animali della fattoria: nell’Azienda sono ospitati gli animali tipici dei cortili, quali volatili, tra cui soprattutto la riscoperta “gallina padovana” e la gallina di Polverara, ma anche faraone, tacchini, anatre ed oche; sono presenti poi i conigli, che pure appartengono alla tradizione contadina, e qualche capra, che tutti gli agricoltori un tempo tenevano per la produzione di latte e formaggi.

 

Tutti questi ambienti, naturali e coltivati, si prestano a molteplici attività didattiche all’aperto, che possono essere arricchite con un piccolo percorso culturale, che nello spazio di due rampe di scale porta i visitatori dalla sala della Vinoteca alla piccola "Bottaia - Museo", dove si possono toccare con mano alcuni campioni di rocce euganee (vulcaniche e sedimentarie) ed avere così una visione più immediatamente percepibile della complessità di questo affascinante territorio Euganeo. Lungo il percorso si possono individuare sui pavimenti e sulle pareti dipinte spunti che riguardano la formazione dei Colli Euganei e la trasformazione del paesaggio agrario, avvenuta nel tempo in questa piccola ma ricca valle di Faedo.

All'esposizione di rocce euganee sui affianca quella di piccoli strumenti di lavoro e manufatti che hanno segnato la vita delle famiglie contadine del secolo scorso: oggetti che fanno comprendere la grande capacità manuale di un tempo e che spesso suscitano nei visitatori una certa emozione, risvegliando in alcune persone, un po' meno giovani, ricordi del passato e momenti dell'infanzia.

Alcune proposte di percorsi didattici:

In un ambiente complesso come quello dei Colli Euganei, gli spunti per programmare percorsi didattici sono innumerevoli. Qui se ne presentano alcuni, in particolare quelli maggiormente legati alle attività quotidiane e agli ambienti più familiari della vita contadina, ma l'obiettivo che l'Azienda si pone è di concordare con gli insegnanti e/o responsabili l'approfondimento degli aspetti che per i gruppi possano risultare più interessanti, arricchendo il bagaglio personale di conoscenza degli aspetti naturali, culturali e storici dell'ambiente che ci circonda.

I percorsi si possono adattare alle più diverse esigenze: quelle degli insegnanti con i loro alunni, dei gruppi di famiglie, dei gruppi di amici, dei singoli; quelle di coloro che vogliono trascorrere un giorno o più all'aria aperta e alla scoperta di nuove sensazioni; quelle di chi vuole approfondire particolari aspetti legati ai prodotti presenti in azienda, quali vino, olio, confetture, cucina ecc.; quelle di coloro che vogliono semplicemente sapere qualcosa di più sul territorio e la sua storia.

 

IL SUOLO, IL PRATO, LA SIEPE E IL BOSCO.

Impariamo a esplorarli insieme o singolarmente. Rappresentano un unico e complesso ecosistema, ma possono essere esplorati separatamente e ognuno sa dare il meglio di sé.

Il suolo: risorsa indispensabile, limitata e scarsamente rinnovabile. E' la casa di molti organismi, piccolissimi (batteri), un po' più grandi (insetti), molto più grandi (ad esempio le talpe). Con i suoi diversi minerali, la sua struttura e il suo gran numero di funzioni (base produttiva, filtro, habitat di piante e animali ecc.), il suolo rappresenta il supporto indispensabile per la nostra vita. Non potremmo parlare di prato, di siepe, di bosco e di tante altre cose se non ci fosse il suolo. 

Il prato: è un ambiente ricco. Moltissime sono le specie vegetali che si possono trovare, ognuna con le proprie caratteristiche botaniche, morfologiche, curative e culinarie, molte legate alla tradizione popolare e a usi di medicina naturale. Nel prato possiamo facilmente incontrare farfalle, insetti, lumache, piccoli mammiferi: un mondo affascinante, misterioso, unico per organizzare fantastiche "cacce al tesoro".

La siepe: posto ideale per incontrare molte specie animali, quali uccelli, mammiferi, rettili, insetti ecc. Qui non è raro trovare le loro "case" (nidi, tane, ecc.) e le loro tracce.  E' il posto ideale per raccogliere bacche, con attenzione perché molte sono tossiche. Nella siepe si possono trovare giovani germogli da utilizzare in cucina, ma anche, come nel bosco, si può raccogliere legna per scaldarsi d'inverno.

Il bosco: ha molte cose in comune con la siepe, ma si distingue soprattutto per essere più misterioso. E' il luogo delle favole: nel bosco Cappuccetto Rosso incontra il lupo ed è ancora nel bosco che viene abbandonata Biancaneve, ma sempre nel bosco la fanciulla trova la casa dei sette nani. E' il luogo delle ombre, delle sagome scure di certi alberi che con la forma contorta dei loro rami ci fanno immaginare incontri da brivido, animali feroci, ma anche fate e folletti che ci accompagnano lungo il cammino per non farci perdere il sentiero. E' il luogo delle luci quando i raggi di sole, forando la folta vegetazione, sembra che giochino a nascondino: si rincorrono, spariscono tra i tronchi per poi rispuntare all'improvviso un po' più in là. E' nel bosco che a volte andiamo, quando vogliamo staccarci dalla routine quotidiana, magari per cercare funghi o frutti del sottobosco, o a raccogliere marroni e castagne per poi gustarle, meglio se davanti al tepore di un caminetto crepitante, dove brucia la legna, dono abbondante del bosco. 

 

IL PAESAGGIO AGRARIO

Impariamo a leggere il paesaggio e i segni del tempo

I Colli Euganei sono arrivati a noi così ricchi di fascino, perché generazioni di agricoltori hanno lavorato con sacrificio tutta la vita per curarli, plasmarli e proteggerli. Il paesaggio agrario rappresenta proprio questa storia millenaria, che è una storia di integrazione tra uomo e ambiente in una dimensione che ormai si va perdendo. Appezzamenti di viti, terrazzi di olivi, alberi da frutto in ordine sparso, prati e siepi con bacche e flora particolare da poter consumare per semplici pasti, boschi per ricavare legname per il lavoro e la casa, rendono il paesaggio agrario uno dei più ricchi àmbiti in cui riconoscere la reale possibilità di integrazione tra uomo e ambiente.

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DALLA VITE AL VINO

Impariamo a conoscere la pianta ed il ciclo produttivo dall'uva al vino.

La grande duttilità e variabilità della pianta di vite si può facilmente scoprire e riconoscere lungo i filari del vigneto didattico, con una collezione di circa 140 varietà diverse, le più rappresentative del territorio nazionale. Sono presenti anche alcune varietà storiche, che nei secoli scorsi hanno rappresentato il meglio della viticoltura dell'area Euganea e che era doveroso recuperare, prima della loro totale scomparsa. Sono visibili diverse forme di allevamento e tecniche di potatura e, in modo particolare all'epoca della vendemmia, passeggiando tra i filari, si possono cogliere questi aspetti e allo stesso tempo assaggiare le uve, cogliendone le piacevoli diversità fisiche e organolettiche.  E' necessario, attraverso l'uso dei sensi, guardare il grappolo d'uva, toccarlo, gustarne un acino e prendere consapevolezza che un buon vino nasce dal grappolo maturo, sano, intensamente colorato e profumato. La conoscenza della vite e del vino non può essere completa se non si prova a godere l'esperienza di pigiare l'uva a piedi nudi, come facevano un tempo i nostri avi. E' necessario ascoltare il leggero "brontolio" e annusare il penetrante profumo del mosto in fermentazione e alla fine quello delicato ma forte delle bucce d'uva ormai esauste, dopo aver ceduto tutto il loro contenuto, per capire quanto misteriosi e affascinanti siano i processi che trasformano il succo d'uva in vino, il nettare degli dèi. Un calice di buon vino, assaporato con piacere, può trasmettere tutto questo: la memoria di un lungo e raffinato procedimento.

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DALL’OLIVA ALL’OLIO

Impariamo a conoscere l’albero, i suoi frutti e l'olio.

Si impara a conoscere attraverso un po' di storia la lunga vita dell’olivo. Nei Colli Euganei coltivato fin dall'epoca romana, ha saputo adattarsi ad un clima non del tutto favorevole e a sopravvivere, anche in tempi non molto lontani (ad es. nel 1929 e nel 1985) a inverni molto rigidi, che hanno portato alla morte maestosi esemplari. Per fortuna l'olivo non muore quasi mai. Le sue radici, dopo rigidi inverni, hanno quasi sempre generosamente fatto spuntare e crescere nuovi germogli ricostituendo una nuova pianta. Piantato da sempre, soprattutto nei terreni più difficili da lavorare, sapientemente plasmati dall’uomo in terrazzi, di regola esposti a mezzogiorno, l'olivo si è integrato all'ambiente agrario Euganeo, apportandovi una grande valenza paesaggistica. Ora da antiche (Rasara, Marzemina, Matossa) e più recenti (Leccino, Frantoio, Pendolino, ecc.) varietà si ottiene un olio extravergine di eccellenza, con sorprendenti caratteristiche organolettiche.

Il tempo del raccolto, che inizia di solito tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, è spesso duro, per l'incertezza del tempo. Le poche ore di luce a disposizione, i primi freddi invernali accompagnati talvolta dalla presenza di nebbia, rendono questa operazione faticosa, resa più difficile dalle piccole dimensioni del frutto e dal terreno spesso scosceso. Ma la fatica è ampiamente compensata quando al frantoio si è avvolti dall’intenso profumo delle olive appena frante, magari degustando il loro succo, dal brillante colore verde e dal sapore grintoso e a volte scomposto: fatto cadere goccia a goccia, su una calda fetta di pane, il nostro palato viene appagato da sensazioni straordinarie.

 Dalle olive all'olio

GLI ANIMALI DELLA FATTORIA

Impariamo a conoscerli con incontri ravvicinati.

In azienda sono allevate numerose specie di animali di corte, come galline, faraone, anatre, oche, tacchini, conigli, ma ci sono anche delle caprette e forse, fra non molto, un asinello. Alcuni animali sono sempre disponibili al contatto con la gente, ma altri, soprattutto i piccoli, sono più delicati e normalmente non accessibili al pubblico. Su richiesta però è possibile mettere a disposizione anche dei più piccini alcuni dei nostri amici a due e a quattro zampe: un coniglietto o un pulcino si lasciano volentieri accarezzare e prendere in braccio, regalando indimenticabili sensazioni al contatto con il pelo o le piume morbidissimi e tiepidi. Allo stesso modo divertono le "papere" lasciate liberamente sguazzare nell'acqua. Oche, tacchini e faraone è meglio guardarli da lontano: troppo "chiacchieroni", un po' altezzosi o timidoni, qualche volte quasi “aggressivi”.

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